MALDIVE – ITINERARIO – 1 SETTIMANA – Consigli di viaggio per scoprire l’Atollo di Baa: spiagge da sogno, immersioni subaquee e snorkeling
Quando d’inverno, il freddo e la nebbia mi danno il tormento, la mia mente si teletrasporta su quelle isolette dove azzurro, bianco e verde abbagliano gli occhi.
Le Maldive sono considerate la meta perfetta per chi vuole staccare la spina e scappare dalla routine quotidiana.
Questo viaggio fa per te se:
✔ hai bisogno di rilassarti e staccare la spina
✔ ami profondamente il mare
✔ sei un appassionato di sport acquatici
✔ sei cintura nera a spalmare le creme solari
✔ non hai paura della noia e del silenzio
✔ sei stufo delle spiagge affollate con asciugamani soppalcati italiane
Consigli per iniziare a organizzare il viaggio
VOLI
Sono molte le compagnie aeree che raggiungono l’aeroporto internazionale di Malé, diretti e con scalo. Noi abbiamo volato con Fly Dubai, una low cost senza pretese che effettua voli giornalieri con scalo a Dubai. Non adatta per chi vuole le comodità di Emirates, cibo mediocre, poca scelta di film da vedere e sedili scomodissimi (probabilmente gli stessi di Ryanair). Adatto per voli brevi, ma quando le ore di volo diventano molte, sopravvivere al mal di schiena diventa un’impresa titanica. Nell’organizzazione del viaggio è da considerare che i voli di Fly Dubai atterrano nell’immenso aeroporto di Dubai in un’area a 45 minuti di navetta dal terminal. In caso di scalo e voli con la stessa compagnia aerea, occorre quindi considerare quasi due ore di spostamenti in navetta, per recarsi al terminal e ritornare all’imbarco del volo successivo. Per i voli interni è possibile utilizzare gli idrovolanti privati oppure la compagnia Manta Air, che effettua voli tra gli atolli.
METEO
Meteo = grande incognita. Le Maldive, negli ultimi anni sono state fortemente condizionate dal cambiamento climatico che ne ha compromesso gli equilibri. Il nostro viaggio si è svolto nel mese di gennaio, durante la stagione secca, ma il meteo è stato comunque instabile, con acquazzoni quasi giornalieri.
Normalmente, il clima alle Maldive è tropicale e caldo tutto l’anno, con temperature costanti e due stagioni principali legate ai monsoni.
🌴 Clima generale delle Maldive
Temperature medie: tra 26°C e 31°C tutto l’anno
Acqua del mare: calda e piacevole, attorno a 28–30°C sempre
Umidità: elevata, ma mitigata dalle brezze marine
🌧️ Stagione umida (monsone di sud-ovest – “Hulhangu”)Da maggio a novembreClima: più nuvoloso, con piogge frequenti ma brevi (soprattutto giugno e ottobre)Il mare può essere mosso, soprattutto al sudPro: meno turisti, prezzi più bassi
MONETA E COSTI
La moneta ufficiale delle Maldive è la Rufiyaa maldiviana.
Nelle isole turistiche e resort, puoi pagare anche in dollari statunitensi (USD) e con carte di credito (Visa, MasterCard, ecc.).
In città come Malé, nei negozi locali o ristoranti non turistici, può essere richiesto il pagamento in Rufiyaa.
Gli sportelli bancomat (ATM) sono disponibili a Malé e nei grandi atolli e il cambio valuta disponibile in aeroporto, banche e alcuni hotel.
Porta con te dei dollari americani (in buone condizioni e recenti): sono molto accettati e spesso richiesti, soprattutto per mance o piccoli acquisti nei resort.
LINGUA
La lingua ufficiale delle Maldive è il Dhivehi (o Divehi)
Altre lingue parlate:
-
Inglese: ampiamente parlato nei resort, hotel, e nelle zone turistiche
-
Nei settori legati al turismo, è la lingua di lavoro principale
-
Alcuni parlano anche arabo (per motivi religiosi) o altre lingue asiatiche (da lavoratori immigrati)
Noi abbiamo trovato anche persone che parlano molto bene in italiano, proprio perchè il turismo italiano è ben sviluppato.
DATI INTERNET
All’uscita dell’aeroporto di Malé ci sono diversi negozi dove è possibile acquistare una sim. In alternativa è possibile acquistare prima della partenza un’e-sim (molto comoda ma un leggermente più cara).
ATOLLI E ISOLE
Le Maldive sono composte da circa 1.200 isole raggruppate in 26 atolli naturali, suddivisi amministrativamente in 20 atolli principali. La sua capitale, Malé é uno degli agglomerati urbani con la più alta densità di popolazione al mondo, una piccola isola piena di grattacieli. Noi siamo stati nell’atollo di Baa, a nord di Malé riconosciuto come Riserva della Biosfera UNESCO e famoso per Hanifaru Bay (dove si possono avvistare mante giganti e squali balena da giugno a novembre). Talvolta è anche possibile avvistare il fenomeno della bioluminescenza in acqua.
Le isole delle Maldive si dividono in: isole resort e isole local con regole ben diverse. Scegliere tra isole resort e isole locali alle Maldive cambia completamente il tipo di vacanza.
Le isole resort sono isole private (quelle con i bellissimi resort, per intenderci), le restanti sono isole abitate dalla popolazione ed è possibile soggiornare in guesthouse o hotel fronte mare.
Noi abbiamo soggiornato a Daravandhoo, un’ isola “local”, la più grande dell’Atollo, presso l’Hotel Kiha Beach, un nuovo albergo in spiaggia con bellissime camere vista mare. Destreggiarsi nella scelta dell’isola dove soggiornare può essere complesso. L’atollo di Baa offre un buon mix di isole resort, isole local e isole deserte da visitare.
REGOLE E CULTURA
Le Maldive sono uno stato musulmano conservatore. Per legge tutti i cittadini maldiviani devono essere musulmani sunniti. Le regole che ne derivano possono condizionare molto l’esperienza turistica nelle isole abitate dai locali, mentre non valgono nelle isole resort, proprio perchè sono private.
Se decidi di soggiornare in un’isola “local” dovrai rispettare queste regole:
- è severamente vietato consumare e portare sull’isola bevande alcoliche
- non è consentito praticare pubblicamente altre religioni
- è vietato consumare carne di maiale
- è consentito stare in costume da bagno soltanto nelle “bikini beach”. Nelle altre spiagge dovrai coprirti con un pareo.
Non avevamo considerato di fare molto presto un viaggio alle Maldive, abbiamo sempre pensato di tenercelo per la vecchiaia, perché al momento siamo più da viaggi-tortura-avventura, quei viaggi dove ogni notte si cambia hotel e si ritorna a casa più stanchi di prima.
Ma una serie di fortunati eventi ci ha convinti a prenotare. Per la prima volta, partecipiamo a un viaggio di gruppo, con la scuola di apnea del mio caro maritino. Cinquantasei persone di tutte le età in partenza per Daravandhoo, una piccola isola local, che registra il tutto esaurito solo con le nostre prenotazioni.
Partiamo da Milano Bergamo con Fly Dubai che, sedili scomodissimi a parte, ci trasporta verso la nostra meta. Il viaggio sembra infinito, ma dopo sei ore per Dubai, quattro ore di scalo, sette ore per Malé e altre due ore di attesa del nostro volo interno arriviamo a destinazione.
Saliamo su un piccolo aereo di Manta Air, dove, prima di partire, una bellissima hostess maldiviana ci offre una mela verde e un succo di frutta. Che fantastiche vibes!
Stiamo per assistere al primo vero spettacolo di questo viaggio: sorvolare gli atolli. E non appena l’aereo si alza in volo, si apre davanti a noi un panorama mozzafiato, una costellazione di isole e lingue di sabbia bianchissime su uno sfondo dalle mille sfumature di blu.
In poco più di mezz’ora atterriamo nella nostra isoletta: Daravandhoo.
Daravandhoo è l’isola principale dell’Atollo di Baa. Lunga poco più di un chilometro e larga la metà, ha un minuscolo aeroporto dove arrivano i passeggeri diretti in tutte le altre isole dell’Atollo. L’isola è divisa a metà per lungo, a destra l’aeroporto e a sinistra il villaggio e un bellissimo bosco di palme. E’ un’isola locale, in via di sviluppo, dove stanno prendendo vita numerose costruzioni fronte spiaggia che diventeranno piccoli alberghi.
Ritiriamo velocemente i bagagli sul piccolo rullo dell’aeroporto e saliamo a bordo di un pulmino (forse uno dei pochi mezzi a motore sull’isola) che ci accompagna al nostro hotel.
Strade esclusivamente di sabbia, casette semplici ma curate con piccoli giardinetti e alberi da frutta e molte persone in giro: muratori che lavorano alle nuove costruzioni, bambini che corrono e qualcuno che si rilassa sulle tipiche sdraio fuori da ogni abitazione, fatte da un semplice telaio di legno rettangolare e una rete da pesca.
L’atmosfera non è certo quella di un paradiso terrestre incontaminato, si tratta di un’isola dove la vita scorre davvero, ci sono una scuola, una moschea, il comune, il porto con qualche Dhoni, la tipica imbarcazione maldiviana in legno, un bar e un negozio di souvenir.
Percorsi in pulmino i cinquecento metri dell’isola, arriviamo al nostro hotel: il Kiha Beach.
Un grazioso boutique hotel fronte spiaggia con ampie camere da letto e una meravigliosa vista mare. Un letto matrimoniale king-size, vasca da bagno in camera e doccia completamente vetrata.
Dopo aver lasciato le valigie, il primo pensiero è quello di scendere in spiaggia. Le vibes sono esattamente quelle che speravo: mare calmo, limpido e azzurro, bianchissima spiaggia di sabbia finissima costellata di conchiglie che sembrano finte, palme riverse sul bagnasciuga che ombreggiano alcuni lettini di legno e una bellissima altalena dentro l’acqua.
La temperatura è perfetta, una leggera brezza marina ci asciuga il sudore del viaggio. Siamo stati catapultati dal freddo inverno piemontese al tepore tropicale.
Non resistiamo molto prima di fare il primo tuffo!
Sull’isola di Daravandhoo, come in molte altre isole, si stanno costruendo dei frangiflutti per proteggere le coste dall’erosione. Certo, rovinano un po’ il paesaggio ma sono necessarie per proteggere queste isole che hanno la media di altitudine più bassa al mondo, solo 1,5 metri!
Ci tuffiamo in acqua con maschera e pinne. In fondo, il nostro è un viaggio subaqueo organizzato da una scuola di sub e apnea.
“C’è una tartaruga!” le Maldive ci accolgono così, con una graziosa tartaruga che volteggia a due metri dal bagnasciuga.
Oltrepassiamo i frangiflutti e ci troviamo davanti un paesaggio sottomarino mozzafiato proprio ai piedi del nostro hotel. Migliaia di pesci dai mille colori ci circondano da tutte le direzioni, coralli brillanti, anemoni e gorgonie. Il tempo sembra fermarsi ed io che non sono né un sub né un apneista inizio ad avere il desiderio di immergermi in profondità per scoprire questo mondo sconosciuto.






Nel pomeriggio del primo giorno sull’isola ci rechiamo a piedi al villaggio per andare a conoscere Andrea e la sua crew, un ragazzo italiano che ha aperto sull’isola un’attrezzatissimo diving (motivo principale per cui è stato scelto di soggiornare su quest’isola).
Nei mesi precedenti al nostro viaggio abbiamo studiato per la missione della settimana: conquistare il brevetto internazionale da sub di PADI per le immersioni fino a 18 metri. Dire che sono terrorizzata è poco! Ma non il mio caro marito che oltre ad essere un istruttore di apnea è anche stato un delfino in una vita precedente.
Inizia il mio primo approccio con gli strumenti da tortura che sono da indossare per le immersioni: GAV, erogatori, boccaglio, manometro, zavorra, pinne e muta.
La sera decidiamo con tutta la ciurma di andare al cinema. Già, lo spettacolo serale che ci avrebbe fatto compagnia ogni sera, che si tiene al porticciolo, dove precisamente alle 8 di sera, arrivano razze e squali ad attendere gli scarti di lavorazione del pesce pescato. Sono enormi, si vede che sono ben nutriti!
Le nostre serate sull’isola vengono presto scandite da una routine a cui nessuno fa fatica ad abituarsi: gustosissima cena a buffet in hotel a base di zuppe, pesce fresco, verdure e noodles, passeggiatina serale fino al porto, rigorosamente in ciabatte, spettacolo al porto, cocco fresco presso l’unico bar dell’isola, concludendo con una spulciatina al negozietto di souvenir.






I giorni successivi il meteo non è dei migliori. Eppure c’è chi ancora non crede nel cambiamento climatico! Il monsone è ancora presente, dovrebbe essere già terminato da mesi, ma purtroppo ci svegliamo sotto una pioggia incessante.
Ne approfittiamo per fare Yoga in camera, per riprenderci dal mal di schiena del viaggio. Pioggia e sole si alternano più volte durante i nostri primi giorni sull’isola e il meteo incerto non ci permette di iniziare il nostro corso PADI.
Ne approfittiamo quindi per esplorare l’isola, il suo villaggio e il suo bosco di palme, fare qualche scatto all’ora di uscita da scuola, fare snorkeling e yoga all’alba. Il Diving organizza sessioni di snorkeling sulle isole vicine a bordo di un tipico dhoni di legno e continuiamo la nostra esplorazione in superficie delle bellezze della barriera corallina.



















Da buoni esploratori quali ci definiamo, vedendo quelle isole di palme a poche miglia alla nostra spiaggia, ci viene presto la voglia di raggiungerle. Chiediamo in hotel se è possibile organizzare un piccolo tour in barca e di prima mattina salpiamo dal porto con un programma entusiasmante: lingua di sabbia, isola local no tourism e isola deserta! Niente male.
Prima tappa, isola di sabbia. La raggiungiamo in neanche mezz’ora di navigazione. L’acqua inizia a farsi sempre più azzurra, fino a diventare quasi accecante! E la vediamo davanti a noi, una di quelle lingue di sabbia che avevamo visto dall’aereo. Deserta! Lunga qualche decina di metri, larga cinque. Sembra un sogno, tutto brilla attorno a noi! Il motoscafo approda direttamente sul bagnasciuga, ci fa scendere con in mano solo uno zainetto con acqua e crema solare e si allontana. “Ci vediamo tra un’oretta!”
Chi non ha mai pensato “abbandonatemi in un’isola deserta”? Ecco, era esattamente la nostra situazione. Inutile dire la quantità di foto e video che abbiamo fatto. Che sensazione di libertà correre su una lingua di sabbia! E quell’acqua! Ci tuffiamo nelle sue acque azzurre, fresche, nuotiamo, urliamo, saltiamo sul bagnasciuga come due bambini.
Dopo un’ora vediamo ricomparire come un miraggio il nostro motoscafo per la seconda tappa. Approdiamo a Dhonfanu, un’isola di pescatori senza turismo. Passeggiamo nel caldo afoso su piccoli sentieri di sabbia tra le graziose casette degli abitanti. Qualcuno ci offre della frutta tropicale dai proprio alberi e un simpatico anziano ci fa entrare in casa sua.
Leviamo le scarpe, il pavimento è lucido e pulito, come se non temesse la sabbia delle stradine. La casa è ordinata, semplice e pulita con un soggiorno accogliente all’ingresso. Ci mostra le sue creazioni, i suoi cesti di foglie di cocco intrecciati. Ha un bellissimo giardino con una voliera di pappagalli e tanti alberi da frutta. Una vita semplice ma così ricca!
E’ ora di congedarci per l’ultima tappa: un’isola deserta. A differenza della lingua di sabbia ha qualche albero e qualche palma. Uno stormo di uccelli soggiorna abitualmente sulla sabbia bianca dell’isola e prende il volo proprio mentre scendiamo dalla barca. Altra passeggiata, relax stesi sulla sabbia e bagno per rinfrescarci. Che giornata, che luoghi remoti che abbiamo avuto il privilegio di vedere, quanto è bello il mondo!

















Il meteo migliora, e finalmente è tempo di iniziare il nostro corso di Padi. Il programma prevede, dopo aver studiato teoria (che noi abbiamo sapientemente fatto prima del viaggio), una lezione di pratica in acque confinate e quattro immersioni con l’obiettivo di raggiungere i 18 metri.
Siamo pronti, salpiamo con il nostro istruttore, Farish, a bordo del dhoni e raggiungiamo il luogo designato per la prima lezione: le acque basse attorno alla lingua di sabbia! Poco prima di arrivare iniziamo a vestirci e provo per la prima volta addosso il peso di tutta quell’attrezzatura. Sembro un’astronauta pronta per una missione spaziale, e quando indosso la bombola d’ossigeno, divento così pesante che a stento riesco ad alzarmi per raggiungere il bordo barca. Farish ci guida e ci mostra ogni mossa. E’ ora di tuffarsi! Mano sull’erogatore e sulla maschera, passetto in avanti e plufffff! Siamo in acqua e tutto il peso dell’attrezzatura scompare!
Dobbiamo trovare il punto adatto per fare i primi esercizi. Il nostro istruttore ci dice che forse è meglio andare dall’altra parte della lingua di sabbia per cui nuotiamo fino a riva. Attraversare i 7 metri di spiaggia che separano i due lati del mare con il peso dell’attrezzatura addosso e le pinne ai piedi mi sembra lo sforzo più disumano che abbia mai fatto. Quasi come se fosse un primo test da superare, Farish decide di tornare indietro al punto di partenza. “E’ meglio dall’altra parte, ritorniamo lì”. Io voglio solo che un fulmine mi colpisca per mettere fine a questa agonia!
Torniamo indietro con gli ultimi residui di forza che ho in corpo e finalmente iniziamo gli esercizi. Riempi e svuota la maschera, sistema l’assetto, regola il gav, prova l’erogatore di emergenza. Prendiamo presto confidenza con tutti questi strumenti di tortura e quasi inizio a divertirmi! Intanto un branco di delfini si avvicina incuriosito a noi ed io non posso che pensare a quanto è straordinario questo momento: siamo alle Maldive su un’isola deserta, circondati dai delfini, a prendere un brevetto di sub.
La prima lezione si conclude con la soddisfazione del nostro istruttore, siamo stati bravi e siamo pronti per la prima vera immersione il giorno seguente.
Un catamarano carico di alcol raggiunge noi e il nostro gruppo per il tramonto. Sulle isole delle Maldive è vietato consumare alcolici, ma non sulle imbarcazioni! Ci godiamo un tramonto rosato, con un Margarita in mano e assaporando la vista dal catamarano delle isolette all’orizzonte.













Il giorno seguente, all’alba, dopo una colazione leggera, raggiungiamo il porto, dove il dhoni ci attende pronto con le nostre attrezzature. Raggiungiamo una piccola isola a poche miglia dalla nostra dove si trova il Turtle Reef, un nome che già ci piace! Solita affannata trafila per indossare la muta e tutta l’attrezzatura e pluffff! con un grande salto, siamo di nuovo in acqua! E’ ora di immergerci davvero! Siamo tutti e tre vicini, premiamo il pulsante di scarico e iniziamo a discendere lungo la barriera corallina. Non ho il coraggio di guardare verso l’alto, e constatare qual è il volume d’acqua sopra la mia testa. Dopo i primi esercizi di assetto è ora di cominciare la nostra esplorazione delle meraviglie sottomarine. Siamo a 12 metri sott’acqua. Veniamo presto distratti dalla bellezza di ciò che vedono i nostri occhi mentre il suono cadenziato delle bolle d’aria che emette l’erogatore ci culla. La barriera corallina è incredibile, centinaia di coralli diversi fluttuano a pochi centimetri da noi. Migliaia di pesci colorati ci circondano, e avvistiamo la prima tartaruga che, con un’eleganza impareggiabile, sembra volare in quel mare blu. Il tempo si ferma, ma il nostro orologio ci avverte che è ora di risalire. Attesi i tempi tecnici di risalita, pian piano risaliamo in superficie.
Ridiamo come pazzi, che avventura!
Risaliamo a bordo del nostro dhoni e, per riprendere le forze, mangiamo qualche biscotto e un buon thé caldo mentre raggiungiamo il secondo punto di immersione.
Vestizione, tuffo, pluff, pulsante di scarico e di nuovo giù negli abissi. Regoliamo l’assetto e si riparte, ormai ci abbiamo preso gusto. Altri migliaia di coralli, pesci colorati, anemoni. Tutto è così vivo là sotto! Raggiungiamo i 18 metri senza nemmeno accorgercene: brevetto conquistato!
Trascorriamo gli ultimi giorni maldiviani assaporando ogni attimo delle incredibili immersioni. Ogni giorno su un’isola diversa, ma ogni giorno uno spettacolo naturale che ci lascia senza parole. Quello che mi stupisce è la calma che si prova in immersione e quella sensazione di volare e volteggiare così simile a ciò che deve provare un gabbiano in volo.












La nostra settimana vola via veloce e termina con una cena in spiaggia a base di pesce fresco organizzata dal nostro hotel. Quando le luci della festa si spengono e restiamo ad ammirare le stelle, ci accorgiamo che anche il mare brilla come il cielo. Ogni onda che si infrange sul bagnasciuga, crea tante minuscole scintille blu nel buio della notte: è la bioluminescenza! La Bioluminescenza è un fenomeno naturale provocato da alcuni microrganismi che emettono una luce blu brillante a ogni movimento d’acqua. Il mare sembra illuminarsi con migliaia di stelle scintillati, creando un’atmosfera magica. Restiamo ad ammirare l’energia della vita notturna sulla spiaggia, il mare che brilla di blu, la luna che si riflette all’orizzonte e sotto i nostri piedi centinaia di paguri che camminano indisturbati sulla sabbia sfoggiando con orgoglio le conchiglie di cui si sono appropriati.
Si conclude con un pizzico di magia questo viaggio organizzato quasi per caso, che si rivela essere pieno di avventure emozionanti, sorrisi felici e scoperte inaspettate.
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