MESSICO,  AMERICA

MESSICO – ITINERARIO – 2 SETTIMANE – On the road tra i colori di Yucatan e Quintana Roo

Questo è il racconto di un luogo vibrante, colorato, chiassoso e selvaggio. Una terra rumorosa, dai colori brillanti, con una storia ancestrale millenaria e una natura selvaggia, umida e rigogliosa. Il Messico lo si può raccontare solo attraverso i sapori, i profumi, i rumori ed i suoi colori!

Questo viaggio fa per te se:

✔  hai voglia di respirare l’atmosfera vibrante di un luogo colorato e festoso

✔  non vedi l’ora di tuffarti tra le liane nell’acqua cristallina dei Cenotes 

✔  vuoi ammirare la grandezza dell’antica civiltà Maya

✔  stai cercando un mare azzurro accecante, spiagge tropicali all’odore di latte di cocco

✔  non temi il piccante, i muraglioni con il filo spinato e pericolose dondolate sulle amache!

Consigli per iniziare a organizzare il viaggio

 

VOLI

Il modo più rapido per raggiungere il Messico dall’Europa è un volo diretto verso i grandi hub internazionali come Città del Messico o Cancún, con una durata media di circa 11-12 ore. Se parti da altre città, puoi optare per uno scalo negli Stati Uniti (spesso a Miami, Madrid o New York), ricordando però che in questo caso avrai bisogno del visto ESTA. Noi abbiamo volato con un volo diretto per Cancun della Neos.

Le principali compagnie che operano voli diretti dall’Italia (solitamente da Roma Fiumicino o Milano Malpensa) verso il Messico sono ITA Airways, Neos Air e la compagnia di bandiera messicana Aeroméxico.

 

 

METEO

Il clima del Messico varia dalle zone aride del nord alle foreste pluviali del sud, con una stagione secca (novembre-aprile) mite e soleggiata e una stagione umida (maggio-ottobre) caratterizzata da piogge torrenziali e afa, specialmente lungo le coste del Pacifico e dei Caraibi. 

Mentre l’altopiano centrale mantiene temperature primaverili tutto l’anno, le regioni costiere e lo Yucatán possono essere colpiti da uragani tra agosto e ottobre. Il periodo migliore per visitare il paese è tra dicembre e aprile, quando il clima è stabile, secco e perfetto per godersi sia le rovine archeologiche nella giungla che le spiagge cristalline.

Noi siamo stati nel sud tra Yucatan e Quintana Roo nel mese di luglio, il tasso di umidità è stato altissimo con qualche acquazzone tropicale. Essendo bassa stagione ci siamo però potuti godere poca affluenza turistica.

Attenzione al sargasso! Il sargasso è un’alga invasiva e maleodorante che colpisce prevalentemente le spiagge della Riviera Maya tra aprile e agosto, ma può essere evitato scegliendo il periodo tra novembre e gennaio o optando per isole protette dalle correnti come Isla Mujeres o Holbox. Durante la nostra permanenza le zone di Tulum e Playa del Carmen ne erano invase, mentre non ce n’era traccia a Isla Mujeres, Cozumel e Cancun.

 

MONETA E COSTI

In Messico un hotel 3/4 stelle costa mediamente tra 60 € e 100 € a notte, un pasto completo in un ristorante di fascia media si aggira sui 10-25 € a persona, mentre la benzina costa circa 1,25 € al litro. La valuta ufficiale è il Peso Messicano (MXN) e, sebbene le carte siano accettate nelle città e nei resort, il contante resta indispensabile per mercati, mance e zone rurali. 

Fai attenzione a prelevare solo da bancomat situati all’interno delle banche per evitare clonazioni e rifiuta sempre la conversione di valuta proposta dal terminale (paga in pesos) per ottenere il tasso di cambio migliore.

Attenzione alle truffe: ci siamo imbattuti spesso in errori nel resto quando abbiamo pagato in contanti: contate sempre il resto per evitare fregature!

 

LINGUA

In Messico la lingua ufficiale de facto è lo spagnolo, parlato dalla stragrande maggioranza della popolazione, ma lo Stato riconosce ben 68 lingue indigene (come il nahuatl, il maya e lo zapoteco) come lingue nazionali dotate della stessa validità.

Nelle zone turistiche della Riviera Maya o a Città del Messico l’inglese è molto diffuso grazie al forte turismo dei “gringos”, ma se ti sposti verso l’interno o nella giungla, conoscere qualche frase base in spagnolo ti aprirà molte più porte (e sorrisi).

Vista la somiglianza con lo spagnolo, comprendono anche l’italiano. Ci si capisce senza molte difficoltà!

 

DATI INTERNET

Per avere internet in Messico, puoi acquistare una SIM fisica Telcel (la migliore per copertura) direttamente ai desk degli operatori nei principali aeroporti o, per risparmiare, in qualsiasi minimarket OXXO in città. Un pacchetto dati standard da 3-4 GB con social media illimitati costa circa 10-12 €, a cui vanno aggiunti circa 2-5 € per l’acquisto della scheda stessa. 

Ti consiglio di chiedere al personale del negozio di aiutarti con l’attivazione immediata, operazione veloce che ti garantirà connessione stabile anche nelle zone più remote della giungla.

 

TRASPORTI

Il modo più pratico per coprire le grandi distanze tra le regioni è utilizzare i voli interni, serviti da compagnie efficienti come Aeroméxico e Volaris, che collegano rapidamente la capitale alle coste e alle zone archeologiche. 

Per gli spostamenti via terra, la rete di autobus di prima classe (come ADO) è eccellente, sicura e offre mezzi moderni con sedili reclinabili e aria condizionata, ideali per tragitti di media percorrenza. Uber funziona molto bene!

Nello Yucatán e nel Chiapas, il noleggio auto è un’ottima opzione per esplorare in libertà la giungla e i cenotes, a patto di guidare solo di giorno e utilizzare le autostrade a pedaggio (cuotas). Noi ci siamo spostati in auto, non ci siamo mai sentiti in pericolo. Le strade sono ben mantenute. 

Attenzione ai Topes, gli altissimi dossi stradali che terrorizzano gli automobilisti, e ai cambi di direzione nelle autostrade che si trovano pericolosamente in corsia di sorpasso!

Infine, per brevi tragitti o per raggiungere villaggi remoti, i colectivos (pulmini locali bianchi) sono il mezzo più economico e autentico, sebbene meno confortevole dei bus di linea.

 

PRESE DI CORRENTE

In Messico le prese di corrente sono di tipo A e B, ovvero le classiche spine americane a due o tre lamelle piatte parallele. Hai bisogno di un adattatore di tipo americano (USA/Giappone) con due lamelle piatte parallele.

 

REGOLE E CULTURA

PASSAPORTI, VISTO E INFORMAZIONI GENERALI
Per avere le informazioni aggiornate sulle regole di ingresso, vaccinazioni e alert è consigliato consultare sempre prima della partenza il sito ufficiale www.viaggiaresicuri.it
Itinerario
  • Giorno 9

    Partenza per Valladolid di prima mattina, arrivo in hotel per l'ora di pranzo. Pomeriggio alla scoperta di Valladolid tra musica, case colorate e botteghe. In serata cena in ristorante tipico messicano di Valladolid e spettacolo di luci nella piazza principale del pueblo.

  • Giorno 10

    Sveglia presto per raggiungere Chichén-Itza all'orario di apertura del sito per ammirare una delle sette meraviglie del mondo, El Castillo. Per pranzo si raggiunge il Cenote Tsukan, dove ci si può immergere nelle acque limpidissime di questo cenote sotterraneo. Infine si assiste a una dimostrazione culinaria di preparazione delle tortillas. Nel tardo pomeriggio si riparte per raggiungere il prossimo pueblo magico: Mérida. Check-in in hotel, cena e pernottamento.

  • Giorno 11

    In mattina si raggiunge Progreso, una piccola cittadina affacciata su mare del Golfo del Mexico, per qualche ora di relax in spiaggia. Nel pomeriggio si ritorna a Mérida per visitare questa città dalla forte influenza spagnola. Cena in ristorante tipico messicano e pernottamento.

  • Giorno 12

    Si riparte da Mérida in direzione Càncun. Sosta a Izamal, la Ciudad Amarilla (città gialla), per visitare il suo brulicante mercato coperto e il convento de San Antonio de Padua. Lungo il tragitto ci si ferma per una sosta al colorato pueblo di Uayma e al Cenote Chichikan per un fresco bagno tra le liane e la natura tropicale. Arrivo in serata a Cancun per il check-in in hotel.

  • Giorni 13-14-15

    Al mattino del 14esimo giorno, ci si imbarca sul traghetto da Cancun a Isla Mujeres, una piccola isola tropicale nel Mar dei Caraibi, per trascorrere gli ultimi giorni di relax. Check-in in hotel e pomeriggio in spiaggia. A Isla Mujeres è imperdibile l'escursione per avvistare gli squali balena (solo nei mesi estivi). Ultimo giorno, traghetto per Cancun e si raggiunge l'aeroporto per imbarcarsi sul volo di ritorno diretto in Italia.

  • Giorno 1

    Arrivo all'aeroporto di Cancun nel pomeriggio. Ritiro auto a noleggio e check-in presso bed&breakfast a Cancun.

  • Giorno 2

    In viaggio verso Tulum sosta alla scoperta delle spiagge caraibiche del Quintana Roo: Xpu-ha, dove si trova una bellissima barriera corallina e iguane sulla spiaggia, Akumal, per avvistare le tartarughe e Tulum. In serata, check-in in appartamento di Tulum Pueblo e cena tra i locali del centro.

  • Giorno 3

    Visita e immersione al Cenotes Dos Ojos, un sistema di grotte allagate sia sotterranee che aperte situate vicino a Tulum, famosissime tra i subaquei. Cena e pernottamento a Tulum Pueblo.

  • Giorno 4

    Ci spostiamo da Tulum a Playa del Carmen per partecipare a un' escursione giornaliera in barca sull'isola di Cozumel. Le tappe dell'escursione prevedono una sosta sulla barriera corallina, una sosta per nuotare tra le stelle marine di El Cielo e pranzo galleggiante con cheviche e tequila nelle azzurre e basse acque del Cielito, circondati da barracuda e razze che scorrazzano. Visita al Pueblo di Cozumel e ritorno in serata a Playa del Carmen. Pernottamento a Tulum Pueblo.

  • Giorno 5

    Di prima mattina visita alla zona archeologica di Tulum con le sue splendide rovine Maya affacciate sul Mar dei Caraibi. Nel pomeriggio escursione e immersione nelle acque limpidissime del Gran Cenote, nei dintorni di Tulum. Cena e pernottamento a Tulum Pueblo.

  • Giorno 6

    Dopo la colazione partenza per la laguna di Bacalar per circa 6 ore di auto, con brevi soste in piccoli villaggi rurali e antiche rovine Maya lungo la strada. Nel pomeriggio check-in in hotel a Bacalar e passeggiata per le vie colorate del pueblo in serata.

  • Giorno 7

    Prima escursione a Bacalar in barca per raggiungere il Canal de Los Pirates e il Cenote Cocalitos dove si può riposare su una delle coloratissime amache con un margarita e fare il bagno tra le acque limpide della laguna. Serata al Pueblo di Bacalar, tra locali di Tacos, Marquesitas, Tequila e Margaritas.

  • Giorno 8

    In prima mattina si raggiunge Los Rapidos, un canale naturale di acqua cristallina situato tra la laguna di Bacalar e quella di Xul-Ha per un'escursione in kayak alla scoperta degli stromatoliti, formazioni rocciose fossili millenarie uniche al mondo, responsabili della nascita della vita sulla Terra. Pomeriggio a Bacalar Pueblo con cena e pernottamento.

Giorno 1
 
Volo: Milano Malpensa – Cancun
Tempo di percorrenza: 12 ore
Data: 07 luglio
Pernottamento: Casa Abril Cozy suite (32 euro/notte, con piscina e colazione)

Il volo per Cancun sta per partire, prima esperienza con la Neos, servizio niente male, ci aspettano 12 ore di viaggio.

Atterriamo nel pomeriggio a Cancun, dopo aver ammirato dall’alto la rigogliosa foresta tropicale del Quintana Roo interrotta soltanto dalle poche fenditure grigie che sarebbero le strade.

L’aeroporto e piccolo, riusciamo a sbrigare in poco tempo gli obblighi doganali e un simpatico agente de policía, dopo averci meticolosamente spulciato tutte le nostre prenotazioni su booking.com esclama sorridendo “Bienvenido a México!”

Dopo aver acquistato una sim dati in aeroporto, prenotiamo un Uber per raggiungere la sede dell’autonoleggio, a pochi chilometri dall’aeroporto. 

Il primo impatto è caotico, rumoroso e come ogni prima volta ci si deve dare il tempo di ambientarsi: ci immettiamo in un’autostrada super trafficata da autoarticolati, camioncini affollati da operai al termine della giornata di lavoro, biciclette, pedoni, afa, umidità, clacson, scooter, polizia armata ai posti di blocco e pericolosissimi Topes, ovvero vertiginosi dossi stradali. E ancora altissimi muraglioni a bordo strada cintati dal filo spinato, pochi alberi e tanto smog: benvenuti a Cancun! 

L’autonoleggio è così nascosto che neanche il messicano alla guida di Uber riesce a trovarlo facilmente fino a ché non si ferma davanti a un polveroso container di cantiere nel mezzo di una zona industriale dimenticata..ecco il nostro negozio di autonoleggio! Ci viene consegnata una mini utilitaria grigia della Nissan che in Italia nemmeno esiste, un po’ datata e che ci fa dubitare di reggere tutte le miglia che abbiamo in programma di fare!

Autonoleggio
 

Noleggiare un’utilitaria in Messico con due guidatori e chilometraggio illimitato costa circa 35$ al giorno, se si prenota con almeno un mese di anticipo. E’ possibile affidarsi alle compagnie con desk in aeroporto per avere più comodità, ma se si vuole risparmiare è meglio affidarsi agli autonoleggi che si trovano a pochi chilometri al di fuori dall’aeroporto. Per on-the-road impegnativi con tante ore di auto assicuratevi di richiedere un’auto moderna con schermo per collegare lo smartphone o almeno un cavo usb per caricare la batteria. La nostra auto non era dotata di niente di tutto ciò, per cui abbiamo dovuto arrangiarci un adattatore USB per l’accendisigari e un porta cellulare da incollare al cruscotto. Di contro, avere un’auto agè aiuta a confondersi con quelle dei local, riducendo il rischio di essere fermati ai posti di blocco o di subire furti o danneggiamenti.

Breve sosta in autogrill per acquisto di immancabili snack sconosciuti da assaggiare in auto e ripartiamo per raggiungere il nostro bed&breakfast di appoggio per la notte, in una zona residenziale della periferia di Cancun. Districandoci agilmente in mezzo al traffico della golden hour, giungiamo davanti a un gabbiotto con una sbarra che blocca il passaggio. Un’agente di polizia ci chiede e requisisce i passaporti, formalità di routine per poter accedere a quella strada privata che porta alla nostra casa. Per la prima volta vediamo uno dei tanti quartieri del Mexico “protetti” da alti muraglioni, filo spinato e guardiole con annessi sorveglianti armati. Le domande sulla percezione di sicurezza nascono spontanee…

Il b&b Casa Abril Cozy suite è una villa privata di proprietà di una simpatica coppia che da anni si è trasferita a Cancun. Oltrepassiamo altri muraglioni, cancelli e telecamere per giungere finalmente alla nostra camera, un luogo di pace con vista giardino con piscina.

Complice la stanchezza del viaggio, Mirko ha la fronte che scotta! Per scongiurare ogni imprevisto misuriamo la febbre, 38,5°! Sono gli anni del temibile Covid, ancora mezzo mondo è inaccessibile, per cui facciamo un tampone che ci siamo diligentemente portati dall’Italia. Sbarriamo gli occhi alla vista dell’esito, due linee, positivo! Questo viaggio inizia molto male!

Per fortuna la Tachipirina abbassa istantaneamente la febbre e la mattina seguente la temperatura è normale, sembra un’influenza poco aggressiva, per fortuna. Questo imprevisto ci costringe però a rivedere tutti i nostri piani, ma per fortuna, per il giorno seguente il programma prevede solo raggiungere Tulum e relax in spiaggia, nulla di più!

Giorno 2
 
Tappe: da Cancun a Tulum, tra le spiagge di Xpu-Ha e Akumal
Data: 08 luglio
Pernottamento: Casa Macay (80 euro/notte, con colazione)

Il secondo giorno inizia un po’ in salita dopo la notizia della positività al Covid per Mirko, ma per fortuna non ha sintomi e dopo una colazione sostanziosa a base di ananas, papaya e mango ci rimettiamo in carreggiata. Il vigilantes della guardiola ci riconsegna i passaporti e ritorniamo sulla caotica autostrada. Un mastodontico autoarticolato rosso marchiato Coca-Cola ci sorpassa da destra, una vera icona delle strade americane caratterizzato dal muso lungo e dagli imponenti tubi di scappamento verticali in acciaio cromato che svettano sopra la cabina. E che umidità pazzesca!  Il climatizzatore della nostra caffettiera su ruote è così vintage che non rinfresca, emette solo sospiri di rassegnazione; non ci rimane che l’opzione vecchia scuola dei finestrini abbassati!

Dopo circa due ore di viaggio a sud della Riviera Maya, giungiamo alla nostra prima tappa per un po’ di meritato relax: la spiaggia incontaminata di Xpu-Ha. Qui ci accoglie una distesa di sabbia candida e finissima, incorniciata da alte palme da cocco con vista sul Mar dei Caraibi. Sentendo ancora il peso della spossatezza del Covid, non resistiamo alla tentazione di abbandonarci per una siesta all’ombra di una palma e pranzare in un selvaggio chioschetto dal tetto di paglia, dove simpatiche e pigre iguane si crogiolano beatamente sotto il sole. 

Nel pomeriggio ci spostiamo poco più a sud, per visitare la spiaggia di Akumal, ben più turistica della precedente e famosa per gli avvistamenti delle tartarughe marine. Molto più frequentata rispetto a Xpu-ha, osserviamo come i messicani vivono una giornata in spiaggia: enormi casse tuonano musica raggaeton, pesanti borse frigo sollevate da non meno di due persone ricolme di bottiglie di Coca-Cola da 5 litri e al posto dei lettini e delle sdraio a cui siamo abituati, siedono su sedie di plastica e tavolini di cemento. E la siesta si fa ovviamente sulle amache di cui è costellata tutta la spiaggia!

Spiagge di Akumal e Xpu-Ha  – Riviera Maya
 

Xpu-Ha è una spiaggia situata sulla Riviera Maya in Messico, a circa 20 km a sud di Playa del Carmen. È nota per le sue acque cristalline, la sua sabbia bianca e fine e l’atmosfera rilassata. È un ottimo posto per nuotare, fare snorkeling, prendere il sole e rilassarsi. Lungo la spiaggia ci sono diversi chioschetti e ristoranti dove è possibile mangiare e bere qualcosa. Xpu-Ha è un’ottima alternativa alle spiagge più affollate di Playa del Carmen e Tulum.

 

Akumal è una splendida baia poco più a sud di Xpu-Ha, famosa per il nuoto con le tartarughe marine, ma l’accesso alla spiaggia è regolamentato e costa circa 7-8 € (120-150 pesos). Per esplorare le aree protette dove nuotano le tartarughe è inoltre obbligatorio partecipare a tour guidati con giubbotto di salvataggio, al costo di circa 25-40 €.

Nel tardo pomeriggio arriviamo a Tulum Pueblo e facciamo il check-in nel nostro alloggio nel quartiere La Veleta, una zona emergente di Tulum, con appartamenti e hotel più economici e con un’ampia offerta gastronomica, caffè e chioschetti. Essendo un quartiere in costruzione vediamo tanti edifici e macerie per strada e scopriamo un’altra curiosità del mercato edile messicano: spesso i muratori sono ragazzi giovanissimi provenienti dalle zone povere e desertiche dello stato e, per risparmiare, dormono direttamente sulle amache in cantiere e mangiano tra i ponteggi con alcuni fornelli a gas. Arriviamo a Casa Macay, un moderno appartamento in stile boho-chic e tetto di paglia con piscina privata, dove faremo base per qualche giorno.

Trascorriamo la serata passeggiando nella via centrale di Tulum Pueblo tra i mercatini e le bancarelle di Marquesitas (una crepes dolce con crema di latte e frutta tropicale spaziale), fermandoci per cena da Burrito Amor per assaggiare il più buon burrito di Tulum mentre ascoltiamo musica Mariachi con i tradizionali musicisti che indossano il tipico traje de charro (l’abito da cavaliere decorato) e i grandi cappelli.

Tulum Pueblo o Tulum zona Hotelera? 

Tulum Pueblo è il cuore pulsante e autentico della città, dove si respira un’atmosfera locale vivace con mercati, street food economico e una vita notturna più urbana e accessibile. Dista circa cinque chilometri dal mare che, per chi non ha l’auto, può essere raggiunto prendendo un Colectivos, un bus ADO, un taxi o la bicicletta. L’offerta alberghiera è più economica rispetto alla Zona Hotelera.

 

Tulum Zona Hotelera è la stretta lingua di terra affacciata sul Mar Caraibico, caratterizzata da resort ecosostenibili di lusso, boutique esclusive e beach club ricercati immersi nella giungla. I resort sono spesso affacciati sulla spiaggia, ma molto più costosi rispetto a Tulum Pueblo.

 

Mentre il Pueblo offre un’esperienza più vicina alla quotidianità messicana e ai servizi logistici, la Zona Hotelera punta tutto sull’estetica “boho-chic” e sull’accesso diretto alle iconiche spiagge bianche.

 

Attenzione al sargasso: nei mesi estivi il fenomeno del sargasso colpisce duramente la zona Hotelera di Tulum. I resort cercano di ripulire giornalmente le spiagge, ma a volte il fenomeno non è contenibile.

Giorno 3
 
Tappe: Cenote Dos Ojos
Data: 9 luglio
Pernottamento: Casa Macay (80 euro/notte, con colazione)

Il jet-leg non ci da tregua, facendoci aprire gli occhi ogni mattina alle 4. Pro: alle 6 del mattino siamo pronti a partire e ci possiamo godere i luoghi che visitiamo praticamente in solitudine. Contro: alle 21 di sera siamo devastati! Inoltre, il Covid intanto ha colpito anche me, sempre in maniera asintomatica ma con un forte mal di testa, obbligandoci a rispettare una battuta d’arresto del nostro itinerario.

Farmacie: inaspettatamente in Messico ci sono più farmacie che narcotrafficanti! Inoltre sono fornitissime di qualsiasi tipologia di sostanze, alcune di esse assolutamente proibite in Italia senza prescrizione, qui addirittura pubblicizzate a grandi scritte davanti alle porte dei negozi. Per questo motivo, non abbiamo nessuna difficoltà ad acquistare dell’ibuprofene che ci propongono anche nella confezione risparmio, prendi 3 paghi 2!

Avevamo in mente di visitare le famose Rovine di Coba in bicicletta, ma il caldo umido irrespirabile fin dalle prime ore del mattino ci costringe a desistere. Trascorriamo la mattinata a bordo piscina in attesa che l’ibuprofene faccia effetto e nel pomeriggio, con qualche forza in più, decidiamo di visitare il nostro primo Cenote!

Cenotes

I cenotes sono una delle meraviglie naturali più affascinanti del mondo, gemme nascoste che definiscono il paesaggio della Penisola dello Yucatán.

Il termine deriva dalla parola maya d’zonot, che significa “pozzo sacro”. Geologicamente, si tratta di grotte calcaree naturali formatesi milioni di anni fa con un mondo sotterraneo di acqua dolce incredibilmente limpida, filtrata naturalmente dalla roccia.

Esistono principalmente tre tipologie:

  • Aperti: simili a piscine naturali circondate dalla giungla (i più antichi).

  • Semi-aperti: una parte è coperta da una volta rocciosa con aperture da cui filtrano spettacolari fasci di luce.

  • Chiusi (Sotterranei): interamente situati all’interno di caverne, spesso adornati da stalattiti e stalagmiti (i più giovani).

Per i Maya, i cenotes non erano solo la principale fonte di acqua dolce, ma anche portali spirituali verso lo Xibalbá (l’inframondo), dove risiedevano divinità e antenati.

La scelta di quale Cenotes visitare è stata difficile. Si stima ce ne siano più di sei mila, alcuni inesplorati, alcuni di proprietà privata di famiglie Maya, altri visitabili. Di quest’ultimi, molti sono con ingresso a pagamento, alcuni eccessivamente cari. I più famosi sono spesso sovraffollati nelle ore di punta, rendendoli più una piscina comunale, che una meraviglia naturale sacra. Avendoli visitati in bassa stagione, siamo riusciti a goderci il fascino di questi luoghi, ma in generale meglio visitarne uno meno famoso ma più autentico, che restare delusi dalla calca di turisti che si tuffano rumorosamente tra le liane.

Infine, per preservare il delicatissimo ecosistema, è severamente vietato utilizzare creme solari e repellenti anti zanzare (anche biodegradabili).

Situato a nord di Tulum, Dos Ojos (“Due Occhi”) è senza dubbio uno dei cenotes più spettacolari e famosi al mondo, soprattutto per i subaquei per le sue cavità e una visibilità che puù superare i 100 metri. 

Dall’alto, sembrano due grandi occhi azzurri che scrutano la giungla. Fa parte di uno dei sistemi di grotte allagate più estesi del pianeta (il sistema Sac Actun).

Sperando nel buon auspicio della bassa stagione, scegliamo di raggiungerlo con la nostra indomabile utilitaria nel pomeriggio. Siamo estremamente fortunati, perchè al nostro arrivo ci sono pochissime persone, caso più unico che raro!

Il contesto è molto curato e immerso in una giungla rigogliosa e verdissima. La vista del primo cenote ci lascia senza parole: l‘acqua è così limpida che si vede perfettamente ogni roccia calcarea ed offre giochi di luce cristallina dal colore blu intenso. 
 

Ci immergiamo attraverso una scaletta di legno nelle sue incredibili acque, così trasparenti che guardando Mirko immergersi in apnea sembra di vederlo volare nel vuoto! 

La temperatura dell’acqua poi è piacevolmente “rinfrescante”, rendendola un gradevole pausa dal caldo torrido. Immerse nella giungla, decine di iguane si godono il fresco che circonda i cenotes, iniziano a starmi simpatiche queste iguane che, prima di partire per questo viaggio, credevo pericolose quanto un t-rex!

Giorno 4
 
Tappe: Cozumel
Data: 10 luglio
Pernottamento: Casa Macay (80 euro/notte, con colazione)

Nel nostro quarto giorno messicano, dopo il riposo del giorno precedente, ritorniamo ad essere in forze! Organizziamo un’escursione per visitare l’isola di Cozumel ed i suoi tesori sottomarini.

Raggiungiamo in auto Playa del Carmen e ci affidiamo a una delle tante agenzie turistiche che si trovano nella piazza principale, Parque Los Fundadores, per acquistare sia i biglietti del Ferry Ultramar che effettua la tratta Playa del Carmen-Cozumel in barca veloce, sia per l’escursione una volta arrivati a Cozumel.

Mentre attendiamo la partenza del Ferry da molo di Playa del Camen visitiamo questa vibrante cittadina che troviamo però molto occidentalizzata e poco autentica, con tanti negozi delle catene internazionali. 

Ma è anche un ottimo punto d’appoggio per visitare la Riviera Maya e non perdersi la movida serale messicana.

Optiamo per il “Tour dei “Tre Reef“, l’escursione più famosa dell’isola, che parte dal molo principale del centro di San Miguel ed effettua le seguenti tappe:

  • Palancar e Colombia: due delle barriere coralline più belle del messico, dove si vedono tartarughe, razze e una grande varietà di coralli e pesci tropicali. 
  • El Cielo: un banco di sabbia bianchissima con acqua bassa e turchese, famoso per le centinaia di stelle marine giganti che popolano il fondale, incredibile.
  • El Cielito: una zona vicina dove l’acqua arriva alla vita, ideale per rilassarsi con un drink in mano mentre piccole razze amichevoli ci nuotano intorno. Inizialmente ci preoccupiamo a vederle sfrecciare quasi sfiorandoci, ma poi diventa un gioco divertente! Qui ci viene servita birra ghiacciata e un pranzo galleggiante a base di tacos e cheviches di pesce. 

Al ritorno, una serie di shortini di Tequila corredati dalla musica Mariachi ci danno il colpo di grazia e ritorniamo con il ferry Ultramar a Playa del Carmen e al nostro appartamento di Tulum.

Giorno 5 
 
Tappe: Rovine Maya di Tulum – Gran Cenote
Data: 11 luglio
Pernottamento: Casa Macay (80 euro/notte, con colazione)

Anche oggi ci svegliamo prima dell’alba e questo ci permette di essere tra i primi alla biglietteria delle Rovine di Tulum alle 7:30, anticipando la calca dei pullman provenienti da Cancun e potendo godere della brezza delle prime ore di apertura di questo splendido sito archeologico.

Le rovine di Tulum sono tra le più affascinanti del Messico, non tanto per le dimensioni (sono più piccole di Chichén Itzá), quanto per la loro posizione unica: sono le uniche grandi rovine Maya costruite a picco sul Mar Caraibico.

Troviamo che il sito sia davvero imperdibile, con i suoi templi, i suoi affreschi e il suo edificio più iconico, El Castillo, affacciato direttamente sul mare azzurro dei Caraibi, che sembra progettato apposta per avvistare dall’alto i Pirati!

Lungo la passeggiata avvistiamo centinaia di iguane che prendono il sole tra le pietre dei templi e in circa tre ore terminiamo la visita del sito. Quando noi usciamo, una coda interminabile si snoda per acquistare il biglietto, quindi il nostro consiglio spassionato è di andare all’apertura!

 

Per pranzo raggiungiamo la vicina Zona Hotelera, che per quanto sia effettivamente costruita esclusivamente per il turismo, troviamo davvero affascinante. Resort, caffè e ristoranti sembrano fare a gara per sfoggiare i più insoliti edifici, installazioni e opere artistiche, il tutto immerso nella verdissima foresta tropicale e affacciato sulle bianchissime spiagge del mare caraibico. Molte spiagge però sono inaccessibili a meno di non alloggiare in un resort, per cui ci godiamo una passeggiata fermandoci in un chioschetto per assaggiare qualche tapas e un buon succo di frutta tropicale.

Per riprenderci dal caldo accumulato alla visita delle Rovine Maya, urge un bel tuffo in un Cenote!

Approfittiamo del fatto che a luglio la quantità di sargasso sulle spiagge di Tulum è veramente eccessiva, per conoscere meglio l’affascinante mondo sotterraneo dei Cenotes.

Decidiamo di visitare il Gran Cenote, uno dei più famosi del Quintana Roo, approfittando della buona sorte della bassa stagione ed effettivamente al nostro arrivo il parcheggio del sito non è così pieno.

Il Gran Cenote è uno dei più spettacolari e completi di tutta la Riviera Maya, situato a circa 5 km dal centro di Tulum sulla strada verso le rovine di Cobá. È una miscela perfetta di aree all’aperto e grotte sommerse, unite da passerelle in legno immerse in una giungla lussureggiante.

Anche per questo è uno dei più cari, con un biglietto d’ingresso che costa 30 euro. E’ anche però uno dei più organizzati perchè fornisce armadietti, docce, attrezzatura da snorkeling e bagni puliti. Indossare il giubottino di salvataggio è obbligatorio.

Scendiamo la scalinata in legno che ci conduce alla piattaforma da cui ci si tuffa e le grotte sono davvero incredibili: l’acqua è così turchese, brillante e trasparente che capiamo perchè per i Maya era considerato un luogo sacro.

Anche in questo cenote, quando Mirko si immerge in apnea sembra essere sospeso nell’aria. La foresta tropicale circonda queste incredibili pozze, rendendolo un luogo davvero magico. 

Grazie alla bassa stagione siamo riusciti a goderci la bellezza di questo luogo, ma in alta stagione è meglio visitarlo all’apertura.

Giorno 6  
 
Tappe: da Tulum a Bacalar
Data: 12 luglio
Pernottamento: Xcabal Boutique Hotel (116 euro/notte, con colazione)

 

Girare il Messico on the road si sta rivelando un’incredibile avventura, siamo così orgogliosi della nostra scelta! Ci ha permesso di adattare il viaggio agli imprevisti e ai nostri desideri, senza troppi vincoli.

E’ giunta l’ora di salutare Tulum, il nostro primo assaggio di Mexico, per spingerci 230 km più a sud lungo la Carretera 307, al confine col Belize, in una delle lagune più spettacolari al mondo: Bacalar.

Più ci spingiamo verso sud, più ci allontaniamo dalle rotte turistiche: le strade diventano più strette e dissestate, gli autogrill si trasformano in capanne di paglia che propongono frutta fresca, i villaggi diventano più autentici, colorati, brulicanti di vita vera, scolaresche, operai e donne che si occupano dei chioschi a bordo strada.

A volte dubitiamo dell’affidabilità della nostra utilitaria, che però ben si mescola con le auto dei local, ma incredibilmente arriviamo senza intoppi a Bacalar nel pomeriggio e facciamo il check-in al Xabal Hotel direttamente affacciato sulla laguna che ha tantissimi angoli relax tempestati di tutti i tipi i amache!

Ci riposiamo un po’ su un’amaca approfittando della vista mozzafiato della laguna di cui è privilegiato questo piccolo albergo e in serata ci spostiamo in auto nel pueblo, per una passeggiata e un boccone!

La voglia di pizza, dopo una settimana di burritos, tapas, tortillas e salsa guacamole inizia a farsi sentire, per cui sfidiamo la sorte sedendoci in uno dei tanti ristorantini affacciati sulla piazza principale, Zocalo Park, di fronte al Forte di San Felipe. Sulla pizza non farò commenti…la piazza invece, molto bella!

Bacalar Pueblo è una coloratissima cittadina che sta vivendo una forte espansione, ma mantiene ancora intatte le proprie peculiarità. In questo piccolo pueblo, il Messico si fa sentire prepotentemente con i suoi Mariachi che suonano e cantano a squarciagola per le vie ed una pioggia di drink di Margaritas, Tequila e Mezcal!

Giorno 7 
 
Tappe: Bacalar – Canal de los Pirates – Cenote Cocalitos
Data: 13 luglio
Pernottamento: Xcabal Boutique Hotel (116 euro/notte, con colazione)

 

Le colazioni colorate sono una delle cose che amo più fare nei miei viaggi tropicali e ci danno l’energia giusta per la prima esplorazione di Bacalar.

Partecipiamo a un tour in barca consigliatoci direttamente dal nostro albergo, per raggiungere l’altra sponda della laguna e il Canal de los Pirates, il punto di ingresso dei pirati che volevano conquistare la città.

Ammiriamo le sfumature infinite dell’acqua e, anche se il meteo non è un granché Mirko si tuffa nel turchese.

Nel pomeriggio invece, raggiungiamo il Cenote Cocalitos che brulica di local, musica reggaeton e amache colorate. 

Qui possiamo ammirare gli stromatoliti, incredibili formazioni rocciose preistoriche e viventi che si trovano solo qui e in Australia e in nessun altro posto al mondo. 

Presto, dondolare diventa la nostra attività preferito in Messico; preferibilmente su un’amaca, ma va bene anche un’altalena nell’acqua!

Bacalar: La Laguna dei Sette Colori

Se cerchi un’alternativa autentica e rilassata alla movida di Tulum, Bacalar è la tua destinazione. Situata a circa due ore a sud di Tulum, questa laguna d’acqua dolce è soprannominata la “Laguna dei sette colori” per le incredibili sfumature di azzurro che variano a seconda della profondità del fondale e della purezza dell’acqua.

 

Cosa non perdere a Bacalar

  • Il Canale dei Pirati: un passaggio storico dall’acqua bassissima e cristallina, perfetto per un bagno rigenerante, uno scrub con le sue soffici sabbie e per ammirare i colori della laguna.

  • I Cenotes Lagunari:  il Cenote Negro, dove il fondale precipita nel blu profondo, e il Cenote Cocalitos, famoso per le sue altalene in acqua, le amache colorate e gli stromatoliti.

  • Los Rápidos: Un canale naturale dove una leggera corrente ti permette di galleggiare dolcemente tra le acque turchesi tra gli stromatoliti.

  • Gli stromatoliti: preistoriche formazioni calcaree viventi, considerate un polmone della terra per la grande quantità di ossigeno che producono. In tutto il mondo è possibile vederle solo in Messico e in Australia. Sono delicatissime ed è severamente vietato toccarle o calpestarle!)

  • Forte di San Felipe: una fortezza del XVIII secolo che offre la vista panoramica più bella di tutta la zona, nel centro del pueblo

Consigli Pratici

  • Come arrivare: Il modo più comodo è l’autobus ADO da Tulum (circa 2 ore e 15 min). In alternativa, un’auto a noleggio ti regala massima libertà lungo la Carretera 307.

  • Quanto restare: sebbene sia fattibile in giornata, il consiglio è di fermarsi almeno una notte. L’esperienza imperdibile? Un tour in kayak o paddleboard all’alba: il silenzio e il cambio di colori sono pura magia.

  • Sostenibilità: la laguna ha un ecosistema fragilissimo. È vietato l’uso di creme solari (anche bio) in acqua; opta per una maglietta protettiva UV.

  • Il tocco in più: Prenota un alloggio con molo privato per avere accesso diretto alla laguna e goderti i tuffi lontano dalla folla.

Giorno 8 
 
Tappe: Bacalar – Los Rapidos
Data: 14 luglio
Pernottamento: Xcabal Boutique Hotel (116 euro/notte, con colazione)

 

Per il nostro ultimo giorno nella laguna di Bacalar ci lasciamo il meglio: Los Rapidos.

Per visitarlo ci alziamo all’alba e raggiungiamo Laguna Bonanza, un luogo vicino e comodo per noleggiare a pochi pesos un kayak.

L’idea è quella di raggiungere Los Rapidos risalendo il canale.

Un simpatico messicano prepara i nostri kayak avvisandoci però di stare attenti ai temporali. Ma quali temporali? Il cielo è così blu!

Partiamo per la traversata e ci rendiamo subito conto di trovarci in uno dei punti più selvaggi ed affascinati della laguna. I colori sono incredibili e siamo circondati solo da mangrovie e canneti. 

Dopo qualche minuto di remate vediamo la laguna restringersi: abbiamo raggiunto il canale e iniziamo a sentire l’attrito della corrente naturale che frena lievemente la nostra risalita.

Improvvisamente però, minacciosi nuvoloni coprono il cielo e veniamo inondati da una pioggia torrenziale impressionante. Siamo soli in mezzo al nulla, su un kayak che rischia di ribaltarsi, tra la nebbia provocata dall’acquazzone. Mirko mi porge il suo cappello di paglia, come se potesse proteggermi da quella doccia improvvisa, mentre la mia mente è seriamente convinta di essere di lì a poco mangiata da un coccodrillo!

 

Ma la tempesta passeggerà si placa in poco tempo e quando riusciamo ad aprire gli occhi, accecati dal sole, ci rendiamo conto di essere nel bel mezzo del canale di Los Rapidos.

Soli, solissimi! La laguna di Bacalar solo per noi. 

Avvisitamo una passerella di legno e approdiamo come naufraghi sul molo, legando il kayak con una corda 

Alzando gli occhi restiamo abbagliati da tanta bellezza: i delicatissimi stromatoliti, il canale cristallino, mangrovie e canneti ai bordi, uccelli e pappagallini che cantano! Tutto senza nessun essere umano nei paraggi.

Questa visione incontaminata non dura molto però: la ricomparsa del beltempo fa riapparire anche parecchi turisti! Ma quei minuti di solitudine sono stati preziosi!

Trascorriamo il resto del tempo tra le acque del canale, facendoci trasportare su e giù dalla corrente. Risaliamo le rapide anche in Kayak spingendoci più a nord, dove i turisti non arrivano.

Tra pagaiate, temporali, tuffi e ustioni di secondo grado trascorriamo così l’ultimo giorno nella Laguna.

Giorno 9 
 
Tappe: da Bacalar a Valladolid
Data: 15 luglio
Pernottamento: Hotel Real Colonial (43 euro/notte, con colazione)

 

Di prima mattina salutiamo l’incredibile laguna di Bacalar per cambiare stato ed entrare nello Yucatàn, precisamente a Valladolid.

Le quattro ore che trascorriamo in auto ci regalano viste su piccoli villaggi colorati, tante persone in strada, insegne di ogni genere dipinte sui muri e centinaia di pubblicità della Coca-Cola; ormai è ovvio che i messicani hanno una dipendenza seria dalla Coca-Cola!

Per quanto accoglienti, non amano per niente gli scatti rubati, per cui meglio chiedere sempre il permesso prima di scattare loro una foto!

 

Valladolid

Situata nel cuore della penisola, Valladolid è una città coloniale dichiarata Pueblo Mágico. È celebre per le sue strade ordinate, le facciate color pastello e un’atmosfera tranquilla che contrasta con il caos costiero della Riviera Maya.

 

COSA NON PERDERE

  • Calzada de los Frailes: la via più bella e fotografata, un susseguirsi di case storiche, boutique di artigianato e caffè raffinati.
  • Convento di San Bernardino da Siena: un imponente complesso francescano del XVI secolo; la sera ospita un suggestivo spettacolo di video mapping sulla sua facciata che racconta la storia della città. Lo spettacolo è gratuito e si tiene solitamente alle 21:00 in spagnolo e alle 21:25 in inglese
  • Cenote Zací: incredibile ma vero, un enorme cenote semi-aperto situato proprio nel centro della città, a pochi passi dalla piazza principale.
  • Piazza Principale (Zócalo): il cuore pulsante dove ammirare la Cattedrale di San Servacio e sedersi sulle tipiche sedie “confidentes” per osservare la vita locale.
Per visitare Valladolid è possibile partecipare a uno dei tanti free walking tour che partono davanti alla cattedrale di San Servacio e che durano circa 4 ore.

Arriviamo a Valladolid per l’ora di pranzo e ci fermiamo al ristorante Conato che, per quanto in italiano non abbia un nome così invitante, ci da l’occasione di assaggiare per la prima volta i piatti della tradizione yucateca: la Sopa de Lima, una zuppa di tacchino con lime e il Cochinita Pibil, maiale marinato in pasta di achiote e cotto sotto terra per molte ore, imperdibili! Tutto corredato da ottima birra messicana e una freschissima limonata per me. Facciamo poi l’errore di prendere un espresso: la peggior scelta di fine pasto che potessimo fare!

Fatto il check-in all’Hotel Real Colonial, camera semplice e pulita per soli 43 euro a notte, nel pomeriggio partecipiamo a uno dei tanti free walking tour (disponibili in inglese e spagnolo) che partono dalla piazza principale di Valladolid: il Parque Principal Francisco Cantón Rosado.

La guida ci racconta tante storie della tradizione di Valladolid e visitiamo questo bellissimo pueblo magico dai colori sgargianti.

In serata raggiungiamo la piazza del Convento de San Bernardino de Siena, dove ogni sera viene proiettato sulle sue mura un bellissimo video mapping con la storia del Pueblo. La musica non manca mai in Messico e, alla fine dello spettacolo di luci, ci ritroviamo al centro di una festa improvvisata, con gente che balla e che canta!

Giorno 10 
 
Tappe: Chichén Itzá – Cenote y restaurante Tsukán – Mérida
Data: 16 luglio
Pernottamento: Hotel Caribe Mérida (49 euro/notte, con colazione)

 

Finalmente è giunto quel momento, vedere una delle sette meraviglie del mondo: Chichén Itzá!

Sveglia all’alba anche oggi per essere all’ingresso prima dell’orario di apertura ed evitare affollamenti ed il caldo torrido, il sito si trova a breve distanza da Valladolid, e per fortuna al nostro arrivo non c’è quasi nessuno.

Paghiamo il biglietto ed entriamo in questa splendida “città perduta”, sede di una delle civiltà più longeve, misteriose ed evolute al mondo: i Maya.

Vedere la piramide di Kukulcán (El Castillo) con i propri occhi non ha prezzo: imponente e misteriosa con le sue connessioni astronomiche che riflettono l’evoluta società scientifica dei Maya.

Curiosità: vediamo un gruppo di ragazzi battere le mani davanti alla piramide che scatena uno dei fenomeni acustici più affascinanti e studiati al mondo: l’eco di Chichén Itzá. Non è magia, ma una straordinaria dimostrazione di ingegneria acustica: il suono che torna indietro è un cinguettio nitido che ricorda quasi perfettamente il verso del Quetzal, l’uccello sacro dei Maya.

Anche nel Grande Campo del Gioco della Palla accade una cosa simile: un sussurro pronunciato a un’estremità del campo (lungo 168 metri) può essere sentito chiaramente all’altra estremità. I Maya erano veri maestri della propagazione del suono.

Chichén Itzá

Chichén Itzá è il sito archeologico più iconico del Messico, situato nel cuore della penisola dello Yucatán. Antica città stato della civiltà Maya, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo.

STORIA

Chichén Itzá visse il suo massimo splendore tra il 600 e il 1200 d.C. La città riflette la fusione tra la cultura Maya e quella Tolteca (proveniente dal Messico centrale). Il suo nome significa “Bocca del pozzo degli Itza”, riferendosi ai Cenotes che rendevano possibile la vita in una regione priva di fiumi superficiali.

 

MONUMENTI PRINCIPALI

  • Piramide di Kukulcán (El Castillo): una meraviglia astronomica. Durante gli equinozi, il gioco di luci e ombre crea l’illusione di un serpente piumato che scende lungo la scalinata.
  • Il Tempio dei Guerrieri: caratterizzato dal “Gruppo delle Mille Colonne”, un tempo sostenevano un enorme tetto.
  • Il Grande Campo del Gioco della Palla: Il più grande e meglio conservato della Mesoamerica, dove i giocatori cercavano di far passare una palla di gomma attraverso anelli di pietra.
  • L’Osservatorio (El Caracol): Utilizzato dai Maya per studiare i movimenti di Venere e degli astri con estrema precisione.
  • Cenote Sagrado: Un pozzo naturale a cielo aperto utilizzato per rituali e offerte votive.

 

Informazioni Pratiche 

Orari: Lunedì – Domenica, dalle 8:00 alle 17:00 (ultimo accesso alle 16:00).

Ingresso a pagamento

Nota Bene: Attualmente, per motivi di conservazione, non è più permesso salire sulle piramidi o sui monumenti principali.

Proseguiamo il nostro viaggio in direzione Mérida percorrendo la Carretera 180, una strada tempestata di Cenotes tra cui è difficile scegliere: Ik Kil, Tsukán, Yokdzonot, Chihuán. Ci facciamo attrarre dal Cenote Tsukán, sia perchè è un cenote chiuso, sia perché c’è un piccolo ristorante per il pranzo.

Anch’esso a pagamento ma restiamo sorpresi dalla loro accoglienza. Non è eccessivamente affollato ed è Immerso nel cuore di una selva tropicale lussureggiante, dove Monstere e Potos sfoggiano foglie dalle dimensioni colossali che potrebbero avvolgermi come una coperta e partecipiamo anche ad una dimostrazione di come venivano originariamente preparate le tortillas.

Oltre la scalinata avvolta dalla vegetazione, un varco buio nella pietra ci conduce ad uno scenario ipogeo mozzafiato. 

Tra sculture di calcare e gocciolamenti millenari, l’acqua brilla di un blu cobalto, trafitta da una lama di luce che arriva dall’alto che rende l’ambiente quasi soprannaturale.

Le immersioni in apnea di Mirko ci regalano scatti meravigliosi.

In serata arriviamo a Mérida, un altro Pueblo Magico del Messico, bellissima cittadina ispanico-messicana dalle case color pastello.

Facciamo il check in all’hotel Caribe, in una graziosa piazzetta centrale, che ha una corte interna aperta dall’alto ricolma di piante tropicali e una piscina sul terrazzo. Siamo sfortunati perché ci capita una camera al piano terra che somiglia più a una grotta che una camera d’hotel. Inoltre è situata accanto ai tavolini per la colazione e al mattino sembra di avere gli altri ospiti in camera a fare colazione ai bordi del letto!

Passeggiando per le vie del centro, ci fermiamo per cena al  popolare Restaurante Chaia Maya e continuiamo con l’assaggiare i piatti tipici della tradizione yucateca: il Queso Relleno forma di formaggio ripieno di maiale al sugo, la Sopa de Chaya, una zuppa di spinaci e formaggio, il Poc Chuc, maiale marinato agli agrumi con crema di fagioli e le Huevos Motuleñosuova all’occhio di bue servite su tortillas spalmate di fagioli neri, il tutto ricoperto da salsa di pomodoro. Per far andar giù tutto questo cibo ci beviamo una freschissima Agua de Chaya con Lima!

Giorno 11 
 
Tappe: Progreso – Mérida
Data: 17 luglio
Pernottamento: Hotel Real Colonial (43 euro/notte, con colazione)

 

Spinti dalla curiosità di vedere anche il mare del Golfo del Messico, ci dirigiamo verso Progreso, un pueblo famoso per la sua immensa spiaggia bianca. 

Il pueblo è certamente più autentico rispetto ad altri luoghi più turistici ed ha una spiaggia enorme e deserta veramente impressionante. 

Affittiamo un ombrellone con due sedie di plastica come i veri messicani e ci godiamo qualche ora di sole. Il mare non è il massimo, mosso e torbido, ma ha un bel colore turchese e riusciamo a goderci un bel bagno.

Ritorniamo nel pomeriggio nel caldo torrido di Mérida, e scopriamo una loro stramba tradizione: 

decorare scarabei e altri coleotteri con catenine d’oro e brillantini. 

Notiamo fuori dai negozi alcune teche di vetro con all’interno questi preziosi animali: un’antica tradizione maya che trasforma lo scarabeo Maquech in un “gioiello vivente”, decorando il suo guscio con strass e catenelle per essere indossato come una spilla semovente, in omaggio a una leggenda d’amore eterno.

Dedichiamo le ore del tardo pomeriggio alla scoperta di Mérida approfittando di un’impercettibile calo delle temperature, passeggiando tra la maestosa Cattedrale di San Ildefonso e l’elegante Paseo de Montejo, ispirato ai boulevard parigini.

Assistiamo alla rievocazione del gioco della palla (Pok-ta-Pok) nella Plaza Grande e ci rechiamo per cena al Mercado60, un mercato cittadino dove trovare musica dal vivo, cocktail, tacos e altro street-food. Non dimenticherò mai quel Margarita!

Giorno 12
 
Tappe: Izamal – Uayma – Cenote Chichikan – Cancun
Data: 18 luglio
Pernottamento: Nomad Enigmatic Hostel Cancun (46 euro/notte, con colazione)

Ultimo giorno a spasso per lo Yucatan, che ci ha regalato un vero spaccato di vita messicana (con la promessa di ritornane per visitare gli altri stati, magari durante Los Dias de los Muertos!). Da Merida ritorniamo a Cancun, chiudendo il percorso circolare delle terre yucateche.

La prima tappa è la bellissima Izamal, conosciuta come la “Città Gialla”, che incanta con le sue facciate color ocra uniforme che circondano l’imponente Convento di Sant’Antonio di Padova, costruito sopra una piattaforma maya.

È un luogo magico dove la storia preispanica e quella coloniale convivono letteralmente, permettendo di scalare la piramide di Kinich Kakmó proprio a pochi passi dalle strade abitate del centro.

L’arrivo in città è a dir poco “abbagliante”, il sole riflette i giallo acceso delle facciate delle case e il blu del cielo fa da contrasto.

Visitiamo il Convento e il suo immenso atrio porticato, anch’esso giallo e considerato come il più grande d’America, che poggia direttamente sulle rovine di un’antica piramide maya.

Passeggiando per le vie del centro, ci ritroviamo in un autentico Mercato Coperto Municipale, situato a destra della scalinata del Convento. L’aria messicana che si respira è travolgente, decorato con le tipiche Papel Picado, le bandierine colorate artigianali di carta velina, colori, venditori chiassosi, musica, cucina piccante e ustionante.

Percorrendo la Carretera 180D si alternano chilometri di giugla incontaminata e piccoli puebli vivi e vitali, come Uayma, una perla nascosta a pochi chilometri da Valladolid, famosa per la sua Iglesia coloniale perché la sua facciata è interamente decorata con rosoni e motivi floreali in stucco rossi e blu.

Una sosta Cenote è necessaria per rinfrescarsi dal caldo torrido di luglio. 

Scegliamo il Cenote Chichikan, un cenote ancora diverso dagli altri, perchè circolare e profondo, caratterizzato da alte pareti di roccia calcarea (circa 24 metri) ricoperte di vegetazione, con un’isola centrale di pietra da cui è possibile ammirare la cascata artificiale che cade direttamente nello specchio d’acqua.

Fa parte di un parco ecoturistico che punta molto sulla cultura Maya; prima di nuotare, si attraversa solitamente un “villaggio” dove è possibile assistere a rituali, degustare cioccolato o tortilla fatte al momento e imparare le tradizioni locali.

È molto moderno e organizzato, dotato di un ristorante a buffet (cucina yucateca) dove ci fermiamo per pranzo, armadietti, giubottini di salvataggio e docce obbligatorie, rendendolo perfetto per chi come noi è di passaggio e cerca un’esperienza che sia anche confortevole.

Arriviamo in serata a Cancun e riconsegniamo la macchina al nostro autonoleggio di fiducia, che in verità proprio tanta fiducia in noi non ne ha, perché, per assicurarsi che la carretta che ci hanno fornito non abbia subito alcun danno sotto la nostra custodia, fa un check così meticoloso che ci tiene sequestrati per più di un’ora in una zona industriale desolata e polverosa. Superato il test più difficile di tutto il viaggio con tanto di complimenti, un Uber ci raccatta per la strada e ci accompagna al nostro ostello di Cancun, il Nomads Enigmatic. 

Approfittiamo delle ore serali che ci restano a Cancun per fare un giro della città, ma non della sfavillante zona hotelera, troppo piena di gringos e paillettes per i nostri gusti. Troviamo completamente a casaccio una fiera locale a pochi passi dall’hotel, dove non mancano musica, cibo ed un buon cocktail per terminare la serata.

Giorno 13, 14, 15 
 
Tappe: Isla Mujeres
Data: 19,20,21 luglio
Pernottamento: Nomads Hotel (144 euro/notte)

 

Il nostro viaggio on-the-road è giunto al termine e, come di consuetudine, ci regaliamo qualche giorno di mare e riposo prima del volo di ritorno.

La scelta su quale località scegliere non è facile, ma Isla Mujeres ci sembra migliore per la vicinanza a Cancun e all’aeroporto, lo stile rilassato e caraibico e soprattutto perchè non è interessata dalle correnti che portano il sargasso a riva.

Ci imbarchiamo dalla stazione marittima Ultramat di Puerto Juárez (Cancun) sul traghetto che in circa mezz’ora ci trasporta al molo principale dell’isola. 

L’atmosfera caraibica ci travolge non appena tocchiamo terra. Un chiassoso autista di un bus pubblico sovraffollato ci accompagna verso il nostro Hotel situato a Punta Sur, ma non prima di aver fatto qualche deviazione per accompagnare a casa qualche suo amico.

Scegliamo di soggiornare a sud perchè è la parte d’isola rimasta più autentica e il Nomads è un’hotel/ostello affacciato direttamente sul mare, dall’atmosfera giovane, vibrante ma anche rilassata. A parte qualche problema di pulizia delle lenzuola e di umidità in camera, questo luogo ha esattamente le vibes che cercavamo. Un molo di legno dove fare yoga ogni mattina con vista all’orizzonte su Cancun, lettini big-size dove riposarsi sotto le palme, cocktail bar, musica reggaeton di sottofondo che alza il volume con il calar della sera. 

Solitamente trascorriamo le serate raggiungendo sempre in bus Punta Norte, passeggiando per Avenida Hidalgo, che ogni sera si anima con musica dal vivo, cocktail bar e ristoranti all’aperto.

Isla Mujeres ci regala una delle esperienze più adrenaliniche della nostra vita: partecipare a un immersione con gli squali balena nell’oceano.

Con la loro immensa dimensione che può raggiungere i 25 metri, sono considerati i pesci più grandi al mondo e tra giugno e settembre è possibile avvistarli al largo delle coste di Isla Mujeres. Partecipiamo a un’escursione con Diego’s Tour, di certo non economica (circa 150 euro a persona), ma davvero incredibile. 

La traversata verso il punto dove di solito si avvistano gli squali dura più di un’ora e non è detto che ci siano, ci sembra quasi che la barca si stia recando in un punto a caso in mezzo all’oceano.

Il mare è mosso, il motoscafo salta tra le onde. Abbiamo ancora la colazione sullo stomaco, perchè, in pieno mood slow/caraibico, ci è stata servita dopo più di un’ora dall’ordine, costringendoci ad ingurgitarla in pochi bocconi per non perdere la barca.

Nausea e adrenalina salgono insieme, fino a ché non avvistiamo all’orizzonte minuscoli puntini bianchi: sono le altre barche, significa che gli squali sono li.

Arrivati al punto di avvistamento, ci affacciamo dalla murata del motoscafo e almeno dieci squali balena stanno nuotando a pelo d’acqua sfiorando la barca. 

Dobbiamo tuffarci, le mia budella sono arrovellate. Il programma prevede di tuffarci due per volta, con un accompagnatore, giubbottini, maschera e pinne obbligatori. 

Tocca a noi, tergiverso un po’, fino a quando Mirko mi tira giù in acqua. I primi minuti sono paralizzata dalla paura, so che sono innocui per l’uomo, ma mi sento comunque a pochi passi da un elefante del mare, che potrebbe scaraventarmi a fondo con una sola codata. Facendo lunghi respiri, iniziamo a muoverci al loro ritmo, nuotano intorno a noi, mangiano il plancton, sembrano quasi giocare con noi che li immortaliamo in scatti a pochi centimetri da loro. 

Che esperienza! Colazione messicana sullo stomaco, adrenalina, un’ora di salti in motoscafo, acqua fredda e squali balena non sono però una buona ricetta di salute, infatti, a pochi minuti dalla risalita mi ritrovo aggrappata alla battagliola a rimettere in mare tutto ciò che avevo mangiato qualche ora prima, tra le risate di tutti i partecipanti!

Ritorniamo davanti alla spiaggia di Punta Norte dove ci viene servita una piccantissima Ceviches di pesce con i tacos, da cui ovviamente la mia nausea mi fa stare più alla larga che posso!